La Legge di Bilancio 2026 ha rinviato di un anno il taglio delle detrazioni. Restano il 50% sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, ma dal 2027 la situazione cambia di nuovo. Ecco cosa vale oggi e cosa comporta per chi ha in programma dei lavori.
Novità: bonus colonnine all'80%, domande aperte dal 22 settembre 2026 →
Tutte le detrazioni sotto si recuperano in dichiarazione dei redditi, ripartite in quote annuali di pari importo.
| Incentivo | Abitazione principale | Altri immobili | Limite di spesa |
|---|---|---|---|
| Bonus ristrutturazione Manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione edilizia | 50% | 36% | 96.000 € per unità immobiliare |
| Ecobonus Cappotto, infissi, impianti termici, pompe di calore | 50% | 36% | Variabile secondo l'intervento |
| Sismabonus Interventi di riduzione del rischio sismico | 50% | 36% | 96.000 € per unità immobiliare |
| Bonus mobili Arredi ed elettrodomestici, solo se legati a una ristrutturazione | 50% | 5.000 € | |
Detrae il 50% della spesa. È l'immobile in cui lei o un suo familiare avete la residenza abituale: la casa dove vive davvero, non semplicemente quella acquistata con le agevolazioni prima casa.
Detrae il 36%. Rientrano qui la seconda casa, l'immobile affittato, quello ereditato e non abitato. Su 50.000 € di lavori la differenza fra le due aliquote è di 7.000 €: vale la pena verificarla prima di partire, non dopo.
Su questo argomento circolano ancora informazioni vecchie di due o tre anni. Mettiamo in chiaro anche quello che non è più disponibile, perché è la parte su cui la gente fa i conti sbagliati.
Non è stato prorogato per il 2026. Se ha letto del 110%, del 90% o del 70%, sono percentuali di anni passati. Chi oggi le propone un intervento "col Superbonus" o non è aggiornato, o la sta prendendo in giro.
La distinzione fra abitazione principale e altri immobili è recente e cambia parecchio il conto finale. Anche le regole sugli impianti a combustibili fossili si sono strette: alcune caldaie non rientrano più nell'Ecobonus.
È tornato il contributo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per chi installa una colonnina di ricarica per l'auto elettrica a casa o in condominio. Attenzione alla differenza: non è una detrazione da recuperare in dieci anni, è un contributo a fondo perduto accreditato sul conto in un'unica soluzione.
L'80% della spesa per acquisto e installazione, fino a 1.500 € per le persone fisiche e fino a 8.000 € per i condomìni, sulle parti comuni. Per un privato il tetto si raggiunge già con 1.875 € di spesa.
Quelle sostenute tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Oltre alla colonnina rientrano l'impianto elettrico, le opere edili strettamente necessarie, progettazione, direzione lavori e collaudo, e l'eventuale attivazione di un nuovo POD.
Domanda online sulla piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS, dalle 12 del 22 settembre 2026 alle 12 del 31 gennaio 2027. Le domande sono esaminate in ordine di arrivo e lo sportello chiude prima se finiscono i 15 milioni stanziati per il 2026.
La detrazione si perde quasi sempre per un documento sbagliato, non per i lavori. È la parte più noiosa e la più delicata: ce ne occupiamo internamente.
Un sopralluogo gratuito e le diciamo quale incentivo le conviene, quanto può detrarre e cosa serve per non perdere la detrazione.